Penetrazioni.

Comunque io non ci credo. Michael Brodeur può pure dire che bisogna gioire che oggi i kids tornano ad imbarcarsi nei bagni dopo anni di introspezione e postmodernismo rock, ma io rimango diffidente. Anzi, penso che le serate Justice siano soltanto un’estensione del web 2.0: è come essere su MySpace, la performance live del proprio profilo. The Medium is the Message. Marshall McLuhan sarebbe troppo orgoglioso di me.

No, sul serio, perché se ci pensi, ci provammo a fare party… ti ricordi Cut la Roc con solo me e te seduti ad un tavolino mentre lui metteva i dischi? Oppure il bassista dei Rapture con l’altro tipo della DFA al Maffia con sei persone ferme sulla pista? Oggi invece, senza neanche discutere la qualità della musica in questione (che a me poi piace), c’è un contesto generato dall’estensione del glamour, della fantasia che pervade il web ad ospitare, a contestualizzare questa musichetta D.A.N.C.E. Ecco, è così che siamo tornati a fare party.

Vabbè. Comunque stasera guardavo Four Eyed Monsters, il film sull’essere Williamsburg che vinceva tutti i festival semi-importanti l’anno scorso. L’esperimento c’è tutto, questi prendono se stessi e la MySpace generation estremamente sul serio. Il problema è che oggi, quando il film esce finalmente in DVD, si rischia la derisione totale. Cioè, due anni fa, quando il progetto è iniziato, l’analisi -la discussione- andava abbastanza di moda, così come la musica plimpiti-plompiti … ancora ci si gasava per i Powerbook. Erano i rimasugli dell’introspezione giovanile. Certo, non era proprio la riappropriazione della parola “emo”, ma i blog parlavano ancora di pseudo-fidanzati e fidanzate, ogni tanto ci scappava pure la poesiola ed il post sugli Hood. Oggi mi sembra dura per i ragazzi di Four Eyed Monsters, che sono ancora lì avvolti in cavi firewire mentre i Justice kids recitano nuove parti molto più eccitanti. Mah… ed in Italia, che prima di partire ogni tanto avvistavo ancora qualche maglietta del “Che” -rimasugli di coscienze politiche e prese di posizione ideologiche- ai concerti dei Godspeed You Black Emperor! al Link, adesso it’s all about coriandoli. Bah.

~ di Davide su maggio 15, 2007.

3 Risposte to “Penetrazioni.”

  1. Post una spanna sopra, come sempre. Però quell “all” nell’it’s about coriandoli mi fa un po’ sorridere, voglio dire: siamo sempre quattro gatti. Neanche troppo giovani, abbastanza ripetitivi e prevedibili.
    L’estensione del dominio del glamour, invece, nella traduzione locale che ne possono dare Pig Magazine o Vice Italia, mi pare di una pervasività nuova per queste lande provinciali.
    In parte, forse, ci si rende conto che non si era così fighi. Che i modelli possono essere altri rispetto alle maragliate della tv. E che bisogna studiare l’inglese e non il romano.

  2. arrivano pure i marxisti…

    perfetto ci siamo

  3. mi fa quasi impressione concordare con te

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