It’s Getting Tougher to Study the Right Things

Questo weekend l’ho passato qui, (prima esperienza) a contatto con l’accademia più accreditata e la sua ricerca più attuale. E’ stato rivelatorio andare; un po’ come la prima volta ad un festival di cinema. La struttura è un po’ la stessa: con il programma in mano a cercare le stanze che ospitavano i pannelli che mi ero segnato con la matitina; ad ascoltare professori ed aspiranti che leggevano dai loro astratti; a volte distratto (ed affascinato) dall’ipotesi che vede il mondo accademico come playground per coloro che “all’esterno” non sopravviverebbero.

Mi viene in mente Jukka e le offese che riesco ad ispirargli quando gli racconto dei miei sogni accademici. Cosa avrebbe pensato lui di Bill Herman, che per mezz’ora ha parlato di come i Grateful Dead siano stati pionieri nella promozione del concetto di fair use nei riguardi dello scambio di musica ed mp3 e di come il loro esplicito rifiuto nel politicizzare (e pubblicizzare) la loro attitudine debba essere considerato come “occasione persa” nella discussione ideologica associata alla questione filesharing. Scelgo una presentazione a caso, la uso come esempio per chiedermi se ho voglia di prendere tutto ciò sul serio. Perchè un conto è scrivere sul tuo blog e diventare famoso perché sei il primo a parlare (e ad usare) Zooomr ed un conto è scriverci 600 pagine sopra ed essere invitato a raccontare la tua storiella all’MIT. Poi tu dici “il mio blog lo leggono trecentomilioni di persone mentre il tuo articolone accademico va a finire su un academic journal in cui si imbatteranno giusto un centinaio di studenti alla ricerca di qualcuno da citare a pochi minuti dalla loro deadline“. Ed io un po’ ti do ragione. Ma a me in teoria un (giorno) mi pagheranno, mentre tu scrivi sul tuo blog quando il boss è fuori dall’ufficio o distratto da xtube.

Son contento di aver presenziato, collezionando esempi e ridisegnando certe idee e concezioni che mi ero fatto. Vedere la caduta di toni durante certi pannelli, con fior fior di Ph.D a teorizzare su Lost, Battlestar Galactica, i remix di Surkin (non proprio) ed il web 2.0, a volte veramente capaci di generare profonde discussioni intellettuali e politiche analizzando il “cosa” consumiamo ed il “come” lo consumiamo, in altre occasioni veramente persi nella pura performance accademica, a scrivere 100 pagine (il numero è inventato) su un singolo blog e la sua relazione con il flop di Mission Impossible 3. Per questa volta, da vero e proprio osservatore, non ho tirato conclusioni, anche se devo ammettere che ascoltare una valanga di supergeek costruire “teoria” sulle realtà che più o meno ho bazzicato (o consumato) per gli ultimi 12-13 anni mi ha un po’ straniato. Da una parte dico “son capace anch’io”, dall’altra mi faccio seriamente dei problemi di etica. Che io persegua o no, in ufficio dalle 9 alle 5 non ho voglia di tornarci. Al massimo mi trasferisco nel Vermont insieme a Greg Davis e gli altri hippie.

Sabato sera (però) ho abbandonato i dottori e sono andato a vedere i Lighting Bolt in una piccola galleria fuori Providence. Alla fine del concerto mi sono reso conto che tutti i nervi del mio corpo erano in tensione. I primi passi che ho fatto indietreggiando dalla batteria di Chippendale li ho fatti zoppicando, riprendendo respiro. Sul serio. Non ho mai visto nulla del genere.

~ di Davide su aprile 30, 2007.

Una Risposta to “It’s Getting Tougher to Study the Right Things”

  1. i lightning bolt…

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