Ieri sera

Io e la palla rotonda. Io e la parola “goal” non siamo mai andati d’accordo. Che lo so che è assolutamente sbagliato iniziare a parlare di Zidane, un portrait du 21e siècle in termini così superficiali. Vabbè, tanto per intenderci, Zidane è questo esperimento di esattamente 90 minuti per cui i Mogwai scrissero quella che ai tempi definii un’abominevole colonna sonora.

Primo tempo: Zidane si presenta bene, incastrando il calciatore in queste inquadrature che Piermaria c’ha troppa ragione quando dice che sono Manniane, con la musica di Stuart e soci ad appesantire il tutto con toni al limite dell’esistenzialismo kierkegaardiano. Ti esalti pure, perché non ci avevi mai pensato ad osservare il volto di uno sportivo per 90 minuti di seguito. Insomma, ti eri fatto tutte ste idee consumando confabulazioni cinematografiche in cui lo sport è drammatizzato in funzione della narrativa. Invece qui lo sport si eleva a tali livelli che stranamente pure io – che ho sempre disprezzato quelli che si esaltano a guardare un gruppo di milionari tirare calci ad una palla – inizio a farmi i miei viaggi su cosa vuol dire stare sul quel prato verde. Sulla natura essenziale, cruda ed assoluta dello sport. Zidane è questa macchina, attore completamente monodimensionale in costante tensione. Ti mette proprio a disagio.

Intervallo: Zidane si fa film artsy. Sorvoliamo. Sappiatemi dire cosa ne pensate del montaggio socio-politico.

Secondo tempo: Non so com’è che sono ancora lì che guardo sto tipo che strascica la punta della scarpetta sul prato mentre attende in solitudine che gli passino la palla. E’ che questi c’hanno sedici telecamere super hi-def su questo mostro dalla costante smorfia infelice ed io mi prendo male, con la musica dei Mogwai stranamente importante, assoluta, tristissima, questione di vita o di morte. Alla fine Zidane (il documentario non è altro che un intera partita tra Real Madrid vs. Villareal) si prende il cartellino rosso e se ne va. Mi viene quasi da piangere. Così mi metto a pensare che sto film è proprio interessante. Che questi sono stati dei mostri a girare e a montare una cosa del genere. Insomma, se ci pensi, non avevano alcun potere sulla narrativa, ma allo stesso tempo c’è questo editing pazzesco che tira su un’angoscia che ti storce il braccio per 90 minuti ed alla fine ti senti esausto manco avessi visto Heat.

Adesso capisco che i Mogwai non avevano rivisto “Come On Die Young” in mancanza di idee. E’ che Zidane è proprio punk rock.

~ di Davide su febbraio 13, 2007.

2 Risposte to “Ieri sera”

  1. ma che mi dici lo scarico? Premetto adoro i Mogway ma sto disco su zidane mi sembra ‘na minkiata e poi ho sempre meno GB sul disco fisso, che fo? lo scarico o no?ok, mi scarico, che punta, la merda, vorrà pur dire qualcosa questa coincidenza.

  2. Senza il film la colonna sonora fa pena.

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